Abitazione principale
La casa in cui il cliente o i suoi familiari “dimorano abitualmente”, cioè
vivono. Si tratta di una definizione ripresa dalla legislazione fiscale
e utilizzata dal fisco per determinate agevolazioni sulle imposte.
Ammortamento
Procedimento di estinzione graduale di un prestito mediante il
pagamento periodico di rate secondo un piano detto, appunto,
“piano di ammortamento”.
Estinzione anticipata
Chiusura del rapporto contrattuale con la restituzione del
capitale ancora dovuto - tutto insieme - prima della scadenza
del mutuo.
Euribor (Euro Interbank Offered Rate)
Tasso interbancario definito a livello europeo, che può essere
utilizzato come riferimento per i mutui a tasso variabile.
Eurirs (Euro Interest Rate Swap) o Irs
Tasso interbancario definito a livello europeo che può essere
utilizzato come riferimento per i mutui a tasso fisso.
Fideiussione
L’impegno a garantire personalmente al creditore il pagamento
di un debito altrui. La garanzia è personale perché il creditore
può rivalersi sull’intero patrimonio del garante.
Ipoteca
Diritto di garanzia su un determinato bene, normalmente un
immobile.
Il proprietario, che ha richiesto il mutuo, può continuare ad
abitar vi, affittarlo o venderlo.
Se il debitore non può più pagare il suo debito, il creditore può
ottenere l’espropriazione del bene e farlo vendere.
Perizia
La relazione effettuata da un tecnico, indicato o accettato dall’intermediario,
che attesta il valore dell’immobile da ipotecare.
Portabilità
Operazione che consente al cliente di estinguere il proprio
mutuo e di stipularne uno nuovo presso un altro intermediario,
senza il consenso dell’intermediario originario.
La legge prevede che siano completamente gratuite sia la chiusura
del vecchio contratto di mutuo che la concessione del nuovo
finanziamento.
Rata
Pagamento che il cliente effettua periodicamente, secondo
cadenze stabilite nel contratto (mensili, trimestrali, semestrali,
annuali), per restituire la somma presa a prestito. La rata è
generalmente composta da una quota capitale, cioè il rimborso
della somma prestata, e da una quota interessi, costituita dagli
interessi dovuti per il mutuo.
Relazione notarile
Documento in cui il notaio certifica che il venditore è effettivamente
il proprietario e che sull’immobile da ipotecare non ci
sono vincoli, ad esempio un’altra ipoteca.
Rinegoziazione
Operazione con la quale sono modificati uno o più elementi
del contratto originario, ad esempio la durata del mutuo, il
sistema di indicizzazione, il parametro di riferimento, lo spread
o le commissioni legate al mutuo.
Come la portabilità, anche questa operazione è completamente
gratuita.
Spese di istruttoria
Il rimborso chiesto dall’intermediario per le pratiche e le formalità
necessarie all’erogazione del mutuo.
Spread
La differenza fra il tasso di riferimento (per esempio l’Euribor
o l’Eurirs) e il tasso di interesse applicato.
TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)
Indica il costo totale del mutuo su base annua ed è espresso
in percentuale sull’ammontare del finanziamento concesso.
Comprende il tasso di interesse e altre voci di spesa, ad esempio
spese di istruttoria della pratica e di riscossione della rata.
Alcune spese non sono comprese, per esempio quelle notarili.
Il TAEG è un termine di confronto molto utile, soprattutto per
i mutui a tasso fisso, e deve essere sempre indicato nella
documentazione contrattuale.
Tasso a regime
A fini commerciali, gli intermediari possono offrire interessi
particolarmente vantaggiosi nei primi mesi del mutuo (“tasso
di ingresso”) e rimandare a un momento successivo all’erogazione
la determinazione definitiva del tasso, detto appunto “tasso a
regime”.
La differenza tra tasso di ingresso e tasso a regime può essere
anche consistente.
È quindi importante fare molta attenzione al carattere temporaneo
delle agevolazioni e ai criteri che determineranno il tasso a regime.
Tasso di interesse
L’indice, espresso in percentuale, della misura del compenso
(interessi) che spetta all’intermediario per l’erogazione del
finanziamento.
TEGM (Tasso Effettivo Globale Medio)
Tasso pubblicato ogni tre mesi dal Ministero dell’Economia e
delle Finanze come previsto dalla legge sull’usura.
Per verificare se un tasso è usurario e, quindi, vietato, bisogna
individuare, tra tutti quelli pubblicati, il TEGM dei mutui, aumentarlo
della metà e accertare che quanto richiesto dall’intermediario
non sia superiore.
Il TEGM è pubblicato sul cartello affisso nei locali dell’intermediario
o sul suo sito internet.
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