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martedì 10 settembre 2013

Tipologie di Tasso e Spread



L’importo della rata del mutuo è determinato dalla somma erogata, dalla durata del mutuo e dal tasso di interesse pagato alla banca. Quest’ultimo viene espresso in termini percentuali su base annua (per es. mutuo con 3,5% di interessi annuali).

I tassi di interesse utilizzati:

  • Tasso fisso: quando si stipula un mutuo a tasso fisso la rata rimane fissa per tutto il periodo di rimborso del finanziamento. Il tasso fisso che determina il piano d’ammortamento è costruito come somma tra l’IRS (indice di riferimento per tassi fissi) e lo spread (il margine di guadagno della banca) oppure viene comunicato dagli istituti di credito come tasso fisso “finito” (calcolato già come somma di IRS e spread).
  • Tasso variabile: se si stipula un mutuo a tasso variabile l’importo della rata potrà variare da rata a rata (quindi mensilmente, trimestralmente o semestralmente). Il tasso variabile viene espresso come somma tra l’Euribor (indice di riferimento per tassi variabili) e lo spread (il margine di guadagno della banca). La variazione è dovuta alla variazione dell’indice Euribor utilizzato per la costruzione del tasso variabile.
  • Tasso misto: questo tasso prevede la possibilità di modificare durante il corso dell’ammortamento la tipologia di tasso applicato, da fisso a variabile e viceversa, ed in genere a scadenze predefinite, per esempio ogni 2, 3 o 5 anni.
  • Tasso variabile con cap: il  tasso variabile con cap (dove cap sta per “tetto massimo”), permette di beneficiare di un tasso variabile - normalmente più basso rispetto al fisso - ma con la garanzia di un tetto massimo oltre il quale il tasso variabile non potrà mai salire a prescindere dalla condizioni del mercato dei tassi Euribor. Per la costruzione del tasso variabile con tetto massimo le banche sono solite utilizzare uno spread più alto rispetto allo spread applicato ai classici mutui a tasso variabile.
  • Tasso variabile a rata costante e durata variabile: il tasso variabile a rata costante combina le caratteristiche del tasso variabile con quelle del tasso fisso. La rata mensile da restituire è costante per tutta la durata del mutuo mentre a variare è la durata del mutuo che si allunga se i tassi d'interesse crescono e si accorcia quando accade il contrario. L'allungamento della durata oltre quella originaria è normalmente definito in un termine massimo in contratto.
  • Tasso variabile offset: il tasso variabile offset consente di legare il proprio mutuo alla giacenza media del proprio conto corrente attivo presso la stessa banca. Ogni mese la quota di interessi della rata è calcolata non sul capitale residuo ma sulla differenza tra capitale residuo e giacenza media del conto corrente. Si ottiene così una riduzione della quota di interessi da rimborsare ogni mese e quindi della rata mensile; anche in questo caso, le banche sono solite utilizzare uno spread più alto rispetto allo spread applicato ai classici mutui a tasso variabile.

Spread, EurIRS, Euribor, TAEG:

  • Spread:Il tasso di interesse applicato ad un mutuo,ossia una percentuale di guadagno della banca. E' calcolato con l'indice di riferimento preso in considerazione: per i mutui a tasso variabile sarà pari all'Euribor (o un altro indice quale il tasso BCE) più lo spread: per il tasso fisso sarà pari all'Eurirs di periodo più lo spread. Sia l'IRS che l'EURIBOR  non rappresentano il tasso reale applicato. Il tasso applicato dalle banche ai mutui è quindi dato dalla somma di due componenti:(IRS o EURIBOR) + SPREAD = TASSO REALE
  • Euribor: è il tasso di riferimento interbancario diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea come media ponderata dei tassi di interesse ai quali le Banche operanti nell'Unione Europea cedono i propri depositi in prestito. L’Euribor è utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso variabile.
  • EURIRS o IRS: è il tasso di riferimento interbancario diffuso giornalmente dalla Federazione Bancaria Europea ed è pari ad una media ponderata delle quotazioni alle quali le banche operanti nell'Unione Europea realizzano l'Interest Rate Swap. L’IRS è utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso fisso.
  • BCE: è il tasso di riferimento emanato dalla Banca Centrale Europea (BCE) e rappresenta il tasso al quale la Banca Centrale Europea concede prestiti alle banche operanti nell’Unione Europea. Il BCE è utilizzato come parametro di indicizzazione dei mutui a tasso variabile.
  • TAEG:è il tasso che indica il costo complessivo di un credito erogato da banche e da altri intermediari finanziari. Il Tasso Annuo Effettivo Globale (TAEG), oltre al rimborso del capitale e al pagamento degli interessi sono di norma incluse le seguenti voci e spese:
  • le spese di istruttoria;
  • le spese di revisione del finanziamento;
  • le spese di apertura e chiusura della pratica di credito;
  • le spese di riscossione dei rimborsi e di incasso delle rate, se stabilite dal creditore;
  • le spese di assicurazione o garanzia, imposte dal creditore ed intese ad assicurare il rimborso totale o parziale del credito in caso di morte, invalidità, infermità del soggetto finanziato;
  • il costo dell'attività di mediazione svolta da un terzo, se necessaria per l'ottenimento del credito;
  • ogni altra spesa contrattualmente prevista connessa con l'operazione di finanziamento.
             Voci escluse:
    • le spese e l'onorario del notaio (quando richiesto);
    • le imposte relative alla stipula del contratto;
    • le spese legali per l'eventuale recupero forzoso del credito;
    • gli interessi di mora
    Il fatto che nel TAEG siano inclusi altri costi, oltre alla restituzione del capitale avuto in prestito e agli interessi veri e propri, comporta che il costo complessivo del finanziamento possa arrivare ad essere di molto superiore al semplice “Tasso Nominale” dichiarato dal soggetto finanziatore e possa avere, in certi casi, effetti importanti per quanto riguarda il possibile sforamento dalle soglia fissate per i "tassi usurari".








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